giovedì 12 aprile 2018

L'ARTISTA MARIA MADDALENA CICCIU' AL PREMIO CITTA' METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA


















L'Artista Maria Maddalena Cicciù, in Arte MarilenaMia è stata selezionata nella sezione Pittura  partecipando al I° Premio Nazionale d'Arte Città Metropolitana di Reggio Calabria,con la sua opera Paesaggio puro fantafisico, dal titolo Paesaggio vivo.
Una manifestazione di alto profilo artistico culturale che si terrà presso il Castello Aragonese di Reggio Calabria, situato nell'omonima piazza in pieno centro storico, restaurato e ampliato dai suoi conquistatori normanni prima e dagli aragonesi infine, oggi sede di esposizioni e mostre d’arte, rappresenta assieme ai Bronzi di Riace, uno dei simboli di maggior rilevanza della città. 
Il Premio città Metropolitana si pone l’obiettivo di creare un sistema sempre più autorevole e influente nel mondo dell’arte contemporanea, coinvolgendo di anno in anno nuovi protagonisti, dando vita ad un circuito virtuoso che abbia come protagonisti diversificate realtà, coinvolgendo scuole, fondazioni, musei e spazi per l’Arte, al fine di offrire concrete opportunità di crescita e di slancio per la carriera professionale degli artisti partecipanti, e generare nuove sinergie, una sorta di ponte immaginario che offra la possibilità di scambi culturali tra la città di Reggio Calabria ed altre realtà nazionali già consolidate (Premio Città di Novara), un gemellaggio culturale, che attraverso iniziative di collaborazione, mostre itineranti, tour (Expo tour – Il gusto dell’Arte), che percorrono varie regioni d’Italia, contribuiscano a dare maggiore visibilità alla città di Reggio Calabria. In questi spazi esporranno artisti di ogni sezione, fino a tre per regione, selezionati da una commissione competente. Sarà realizzato un catalogo comprendente le foto delle opere in concorso e una sezione dedicata alla nostra città, al fine di richiamare l’attenzione e far conoscere le bellezze del nostro territorio costruendo delle Reti, che potrebbero essere realizzate anche per altre occasioni. 

La Galleria Serart comunica a tutti i partecipanti come pure a quanti interverranno - al I° PREMIO NAZIONALE D'ARTE CITTÀ METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA , che giorno 17 aprile ore 9:30 al PALAZZO DELLA CULTURA (P.Crupi), si terrà la Conferenza Stampa.

Saranno presenti gli organizzatori dell'evento: Galleria SERRAINO, Consigliere alla Cultura Città Metropolitana Filippo Quartuccio, l'Assessore alla Valorixxazione del Patrimonio Artistico e Culturale Irene Calabro', la Curatrice del Catalogo e della Critica Dott.sa Antonella Aricò, il Dott. Antonio G Marino e Giuseppe Polito.
Saranno presentati alla stampa gli Artisti partecipanti nonché presentati i nomi della giuria che voterà i vincitori del suddetto Premio.
VI ASPETTIAMO 
Ecco un (molto) sintetico excursus dell'attività artistica di Maria Maddalena:
2001 fino ad oggi, Artista che segue il pensiero filosofico del linguaggio artistico Fantafisica, del Maestro reggino, Cristofaro Taglieri , in Arte Crista.
2012 -2017 Artista del Movimento Artistico Metateismo fondato da Davide Foschi.
1993 - 2004 socia presso Galleria Il Grifo di Reggio Calabria, presieduta da Domenico Scappatura.
2007 socia presso Galleria Hesperia di Pomezia, presieduta da Giovanna Alfeo e Paola Di Giovanni.
2007- 2009 socia presso Galleria Degas in Ostia Lido (Roma), di Cristina e Antonio Casavecchia.
2014 - 2017 socia dell'associazione Le Muse, presieduta da Giuseppe Livoti.
2014 - 2017 socia e responsabile del CLDV e del movimento Metateista in Calabria, fondato da Davide Foschi.
2017 attiva artisticamente nella Fondazione Michele Cea di Milano.
2018 responsabile della Sezione Arte presso l'Associazione Gaudium, in via Binda,56 a Milano.
L'ACCESO MONDO PITTORICO DI MARILENAMIA

Maria Maddalena Cicciù, in Arte Mia, è Artista molto versatile che san bene avvalersi dell'esperienza e degli insegnamenti acquisiti nel frequentare lo Studio del proprio Maestro, l'indimenticabile pittore fantafisico calabrese Cristofaro Taglieri (in Arte Crista),scomparso alcuni anni fa, che oltre ad insegnarle le varie tecniche ne ha stimolato la personale sensibilità per il colore spronandola anche ad una continua ricerca filosofica e spirituale. 
Infatti, Mia è un artista che sa cogliere "l'animus" più intimo delle cose e ne trasmette l'essenza. la sua pittura è aperta sia su ampie distese dell'anima, immaginate, sognate, arricchite dalla luminosità, piene di calore e di sole, tipiche del sole, del mare e degli umori della propria terra, la Calabria; tonalità vivide e ammalianti, sempre in continuo divenire.
Proprio in quest'ottica, anche i pesci sui fondali marini o altre specie del mondo animale attraggono la sua creatività e diventano espressione e metafora della vita, un racconto colorato di grande suggestione. In ogni opera si coglie una sensitiva bellezza ed un profondo afflatus dei, e si percepisce la dissonanza tra la realtà che la circonda e quella forza che solo un'anima che vibra di emozioni e sensazioni possiede. 
Nei paesaggi, i colori strutturano l'equilibrio di una tavolozza affinata, personale, cromaticamente completa, calda vibrante che ingloba nel diario della memoria gli elementi formali e crea il risultato di una dinamica visiva che spazia fin dove l'orizzonte diventa infinito e rene l'atmosfera senza tempo, sospesa nel sogno verso i confini della mente, nell'immensità dove annega ogni pensiero. Sono tele emotivamente intense, poetiche, nelle quali si avverte quanto sia vitale l'amore per la bellezza della natura, per la vita, per l'arte di questa artista gentile, preparata all'apparenza fragile e così forte da trovare nella passione artistica una fonte sempre nuova di energia e di speranza. In una recente mostra personale le opere di Mia, una festa di colori, mi hanno riportato alla mente alcuni versi del poeta calabrese Antonio de Marco: "E' la visione..che mi fa piangere,/ diamante solitario/ che accende e fa vibrare i miei colori/ anche se cala il sole della sera/!/Per me sei l'alba/ prendo la luce agli occhi tuoi/..è la mia tavolozza...è sempre d'oro". 
Mara Ferloni (critico d'Arte)
Per notizie: www.galleriaserart.it


mercoledì 11 aprile 2018

PEDALATA PER LA TERRA: A ROMA DAL 21 AL 25 APRILE.

Grazie alla pagina FB del CRAL MPS LAZIO, curato in prima persona dall'attuale Presidente Sig. Filippo Goslino, abbiamo appreso di una bella iniziativa.
Relativamente alla stessa, vistane la simpatia e la rilevanza, porgiamo all'attenzione dei nostri Lettori la nota, complimentandoci vivamente con i promotori e con il Sig. Claudio Filippo Briganti.
11- Aprile-2018
G. Bellantonio



Riceviamo dal Sig Claudio Filippo Briganti MSP Roma il seguente comunicato stampa: " in allegato la locandina della gara (totalmente amatoriale e non competitiva), che organizza l’Ente di Promozione Sportiva MSP Roma di cui sono Presidente.
Di fatto siamo all'interno del Villaggio Earth Day dal 21 al 25 aprile, a Villa Borghese, ed abbiamo uno spazio dove far provare gratuitamente biciclette e percorsi per i più piccoli.Oltre all'organizzazione del calcio a due Jorky Ball, lezioni di fitness..., tutto totalmente gratuito.

Solamente la gara “pedalata per la terra” ha un costo di € 10 adulti e € 8 bambini per finalità benefiche (legate alla tutela dell’ambiente). 
Di seguito il link della manifestazione:
http://www.earthdayitalia.org/ 
Claudio Filippo Briganti 
Presidente 
MSP - Roma

domenica 8 aprile 2018

SOROS...

Dalle sempre interessanti note proposte dal blog 'ALTA TERRA DI LAVORO' -http://www.altaterradilavoro.com/soros-finanzia-il-gender-totalitario-di-gianfranco-cei/#more-14938 - traiamo l'articolo che segue e che proponiamo integralmente ai nostri Lettori, per l'interesse dei contenuti.


Soros finanzia il Gender totalitario. 

Di  Gianfranco  Cei*

Posted by  on Mar 17, 2018
Soros finanzia il Gender totalitario. Di Gianfranco Cei*
In questi giorni, il finanziare e magnate statunitense di origini ungherese George Soros è finito, suo malgrado, su tutti i principali quotidiani internazionali in seguito ad un attacco hacker che ha sottrattodai suoi server oltre 2.500 documenti privati.
I riservatissimi documenti trafugati sono stati prontamente diffusi su Internet, attraverso “Dc Leaks”, un portale interamente dedicato al materiale trafugato, innescando un’immediata e prevedibile bufera mediatica.
Nella homepage del sito gli hacker hanno pubblicato un post che chiarisce il motivo dell’attacco e della diffusione dei files:
George Soros – scrivono gli hacker –  è un magnate ungherese- americano, investitore , filantropo, attivista politico e autore che, di origine ebraica. Guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni . A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito Democratico, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Questo sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’interno l’Open Society Foundation di George Soros  e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro , le strategie , le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo”.

UNA STRATEGIA GLOBALE

Il materiale saccheggiato, appartenente a diverse organizzazioni, tutte riconducibili a Soros, evidenzia infatti quanto sia ramificata ed estesalarete organizzativa, alimentata da veri e propri fiumi di denaro, del magnate statunitense. Un vastissimo network operativo, chiaramente rappresentato nei 2.576 files “rubati”, dove figurano attività collegabili a tutte le aree geografiche del mondo: Stati UnitiEuropa,EurasiaAsiaLatino America ed Africa.
Tra queste organizzazioni, per documenti sottratti e attività correlate, spicca la già nota “Open Society Foundation”, le cui attività spaziano in tutti settori, dalla libertà di informazione su Internet ai diritti dei migranti, dalla non discriminazione e il diritto all’inclusione sociale per tutte le minoranze, fino alla politiche di liberalizzazione delle droghe.
L’azione di George Soros, come abbiamo visto, non è dunque limitata alla realtà americana, ma, in un’ottica rivoluzionaria mondialista, ha una portata globale, con lo scopo di andare ad influire nelle principali aree strategiche del mondo.

L’EUROPA

Fra queste, l’Europa riveste evidentemente un ruolo particolare e tale interesse è attestato dall’esistenza di diversi lavori e ricerche, condotte dalla “Open Society”, riguardanti le politiche comunitarie, con titoli come “Crisi europea: Sviluppi chiave delle ultime 48 ore”, “Il dibattito Ucraina in Germania” ed altri studi dedicati all’impatto sociale derivante dalle crisi dei profughi e l’accoglienza dei migranti richiedenti asilo politico.

L’ELENCO DEI SICURI E POTENZIALI ALLEATI EUROPEI

Tra i vari documenti violati alle organizzazioni di Soros ve ne è uno di particolare interesse dal titolo “Mapping. Reliable allies in the European Parliament (2014 – 2019)” in cui il “Kumquat Consult”, l’agenzia di consulenza con sede a Bruxelles, incaricata dal magnate americano di redigere tale rapporto, delinea un’attenta e dettagliata mappatura degli alleati “affidabili” presenti nel Parlamento Europeo, persone sulle quali poter “contare” al fine di costruire relazioni “durature e di fiducia”, volte a promuovere il programma politico della “Open Society”.
Tale corposo documento di 177 pagine, come scrivono gli stessi autori nell’introduzione, si propone di “fornire all’Open Society European Policy Institute e all’ Open Society network intelligence una dettagliata mappatura  riguardo tutte i membri dell’ottavo Europarlamento propensi e disponibili a sostenere gli obiettivi programmatici dell’Open Society durante il quinquennio di legislatura 2014-2019”.
A tal fine, scopo degli estensori dello speciale dossier è stato quello di passare in rassegna, in maniera minuziosa, tutte le cariche delParlamento, le 11 commissioni e le 26 delegazioni, così come gli organi decisionali più alti del Parlamento Europeo, per arrivare a definire la lista di coloro che possono essere considerati “idonei” a supportare le linee programmatiche della “Open Society”. La conclusione è che di questi, ben 226, possono essere considerati, per il loro profilo e background politico, alleati o potenziali alleati dell’ “Open Society”.
Gli italiani, sui quali poter fare affidamento, presenti in questa particolarissima lista sono in ordine alfabetico: Brando Maria Benifei,Sergio Gaetano CofferatiAndrea CozzolinoIsabella De MonteElena GentileRoberto GualtieriKashetu Kyenge, Luigi MorganoAlessia Maria MoscaPier Antonio PanzeriGianni PittellaElly SchleinBarbara Spinelli e Daniele Viotti.

UN FIUME DI DENARO

Oltre a tale testo, altrettanto importanti documenti hanno portato alla luce la strabiliante quantità di denaro versato da Soros nelle casse dei principali soggetti impegnati in tutta Europa nella promozione dell’immigrazione, dei “diritti” LGBT e di tutte le maggiori istanze rivoluzionarie.
Tra questi, per quanto riguarda l’Italia, l’“Associazione 21 luglio”, un’organizzazione non profit impegnata nella promozione dei diritti umani di rom e sinti su tutto il territorio nazionale, si è vista assegnare la cifra di 49.782 $ per il progetto “Per i diritti, contro la xenofobia”, svoltosi dal 1 gennaio al 1 luglio 2014.
Per quanto riguarda le attività per l’agenda gender, la principale organizzazione italiana, l’Arcigay ha ricevuto ben 99.690 $ per un progetto, dal 1/12/2013 al 31/12/2014, dal titolo “LGBT Mob-Watch Italy-Europe 2014”, che si poneva l’obiettivo di “smuovere, canalizzare ed ampliare la voce e la domanda del popolo LGBT italiano ed i loro alleati per le elezioni europee del 2014, costruendo uno strumento permanente di monitoraggio, campagna, mobilitazione e lobbying per queste e le prossime elezioni”.
Assieme all’ “Arcigay”, la “Open Society” ha elargito altri sostanziosi fondi a progetti volti a promuovere campagne di “normalizzazione” LGBT.
Tra questi, la famosa ed onnipresente “ILGA-Europe” si è vista donare68.000 $ per il progetto “European elections 2014: Cross-communities mobilization project for a universal and indivisible EU equality agenda”, mentre, in Grecia, l’organizzazione omosessualista “Athens Pride” ha ottenuto 26.000 dollari per il progetto “Vote for your rights” volto a promuovere la comunità LGBTQ greca attraverso l’organizzazione di eventi ed attività.

UN PIANO STRATEGICO LAUTAMENTE FINANZIATO

Tali documenti mostrano, da un lato, quanto le istituzioni europee sianoprofondamente infiltrate da personaggi messi appositamente nei posti di potere per portare avanti l’agenda rivoluzionaria internazionale e, dall’altro, evidenziano l’esorbitante quantità di denaro che alimenta e rende possibile l’attività delle principali organizzazioni impegnate nello distruzione dell’ordine naturale e cristiano.
I 2.576 files divenuti di dominio pubblico, riconducibili alle tantissime attività della “Open Society” del filantropo George Soros, attestano empiricamente, con i fatti e con i numeri, come il progressivo processo di decostruzione e dissoluzione dell’Europa cristiana non sia un avvenimento naturale e spontaneo, quanto il frutto di un agguerrito, organizzatissimo e lautamente finanziato piano strategico di sovvertimento rivoluzionario.

Gianfranco Cei

fonte
identitaeuropea.it

venerdì 6 aprile 2018

L'UMILTA' DEI BORBONE: UN ESEMPIO ATTUALE.

DAGLI ATTENTI CURATORI DELLE PAGINE WEB DEL BLOG 'ALTA TERRA DI LAVORO' - ASSOCIAZIONE IDENTITARIA D'IMPRONTA MERIDIONALISTA MA BEN ATTENTA AI FENOMENI ED ALLA STORIA DELLA SOCIETÀ' ITALIANA - TRAIAMO UNA PAGINA DI SICURO INTERESSE.

Ferdinando IV lavò i piedi ai poveri: un documento raro racconta l’umiltà dei Borbone

Posted by  on Apr 5, 2018
Ferdinando IV lavò i piedi ai poveri: un documento raro racconta l’umiltà dei Borbone
Che quella dei Borbone fosse una dinastia umile e vicina al popolo si sapeva già, ma ora un documento raro rinforza questa tesi. A mostrarlo è la Libreria del Castello di Giuseppina Casillo a Solopaca. Questo il testo, pubblicato oggi da Il Corriere del Mezzogiorno:
“Mercoledì della scorsa settimana la Maestà del nostro amabilissimo Sovrano dalla Tribuna della Real Cappella di Corte assisté al Mattutino delle Tenebre; il quale terminato si trasferì ad osservare la gran sala della Cena, che stava splendidamente guarnita, ed illuminata, con più magnifici, o ricchi riposti, risplendendo nel mezzo il nobile Trionfo rappresentante li Sacri Misteri; ed in ognuna delle dodici Mense, assegnate ad altrettanti Poveri osservandosi dodici piatti ripieni di esquisiti delicati cibi. A detti poveri nella seguente mattina si degnò S. M., con esemplarissima divozione, lavare loro i piedi, e distribuire nel tempo stesso ai medesimi larga elemosina”.
Il Sovrano di cui si parla è Ferdinando IV, figlio di Carlo III che abdicò in suo favore per salire sul trono di Spagna. Ferdinando, all’età di 9 anni, nell’aprile del 1760, in occasione della Santa Pasqua presenziò quindi al rito della lavanda dei piedi, praticandola personalmente ai poveri presenti.
Questa notizia, che fino ad oggi era ignota, è contenuta quindi in una gazzetta del tempo la cui «testata» è semplicemente Napoli e la cui data è 8 aprile 1760 e fu stampata in Napoli «Per Matteo e Vincenzo Mazzola. Regi Impressori di S. M. (Dio Guardi) con Privilegio».
Come si legge, quindi, prima fu celebrata la Cena, poi la Lavanda. L’unico precedente napoletano che si conosce è quello di Ferdinando II d’Aragona, che fece imbandire tre tavoli con molte vivande, ospitando a cena 46 poveri: ai primi 12 lavò i piedi e dopo aver mangiato rimase in piedi con un tovagliolo legato al collo come un umile servitore.
E’ probabile che un ruolo decisivo nell’educazione del giovanissimo Ferdinando IV l’abbia avuta Domenico Cattaneo, suo precettore e maggiordomo di corte, che potrebbe averlo spinto a riprendere un antico rito in cui i re svolgevano anche il “ruolo” di sacerdoti.
fonte
vesuviolive

mercoledì 4 aprile 2018

FEDE E BELLEZZA A GAETA



Sabato 7 Aprile 2018 - alle ore 18, presso il Palazzo della Cultura in Via Annunziata 58, a Gaeta - si terrà un incontro incentrato sul tema FEDE E BELLEZZA, ed il cui emblematico sottotitolo riconduce ad un ampio arco temporale: " dal Beato Pio IX a Papa Francesco ". 
L'incontro trae spunto dalla presentazione del volume curato da S.E. Mons. Jean-Marie Gervais e da Alessandro Notarnicola - splendido per la realizzazione grafica ed editoriale, oltre che per i contenuti eccellenti - " BENEDETTO XVI°: L'ARTE E' UNA PORTA VERSO L'INFINITO ".
Nel corso della serata, interverranno Cosmo Mitrano - Sindaco di Gaeta - , Mons. Jean-Marie Gervais, il Dott. Valerio Monda e Luca A. Di Laudo, che illustreranno i contenuti del volume e lo spirito che ne ha informato la stesura, coincidente con i cinque anni dalla discesa del Papa Emerito Benedetto XVI° dal Soglio di Pietro: tutti attrarranno l'attenzione di un pubblico certamente numeroso e attento. 
L'evento è organizzato dall'Associazione Tota Pulchra, e condiviso dall'Arcidiocesi di Gaeta, dalla Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, dal S.M.O. Costantiniano di San Giorgio e dall'Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie. Sostegno e collaborazione anche dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Gaeta e dall'ITS-Fondazione Caboto-Scuola Superiore di Tecnologia per il Mare.
Attesa la presenza di illustri e autorevoli ospiti, tra i quali il Prof. Fernando Ricciardi e Claudio Saltarelli per l'Associazione Id. Alta Terra di Lavoro. 
Anche l'Accademia di Alta Cultura - attraverso il proprio Presidente Giuseppe Bellantonio - ha indirizzato agli organizzatori dell'evento il proprio plauso, mentre a S.E. Mons. Jean-Marie Gervais ha rinnovato le migliori espressioni augurali, così come già espresse a Roma il 3 Marzo c.a. al vernissage di presentazione esclusiva del volume. 
In quell'occasione, S.E. Mons. Gervais, aveva stimolato i presenti a compenetrarsi sul come i Valori - che trovano scaturigine in tutta una serie capisaldi a presidio della nostra quotidianità -  possano orientare le nostre scelte. Con ciò, si era ricondotto all'azione del Papa Emerito Joseph Ratzinger nel contesto del Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, basato su un movimento per promuovere l'Arte attraverso la sua stretta relazione con la Fede. La bellezza nell'Arte, veniva lì decantata attraverso la 'Diaconia della Bellezza'.


Roma, 4 Aprile 2018
Giuseppe Bellantonio





IL DIVERSO CRISTIANESIMO DI ROMA CREA SCONCERTO E DUBBI.





















Dichiarazioni, azioni, prese di posizione, comunicati, notizie, e soprattutto fatti... 
I Cristiani - e soprattutto la comunità Cattolica - sono sottoposti da qualche tempo ad un vero e proprio bombardamento. 
Cui non sono estranee anche le notizie di massacri, violenze, intolleranze e insofferenze a danno dei Cristiani, nel Mondo.
Se prima la Fede era un'ancora cui riferirsi ed aggrapparsi nei momenti più difficili attraversati dalle persone e dai popoli, oggi un certo qual sconcerto fa divenire contraddittorie talune circostanze, andando a costituire così persino elemento di disturbo per l'esercizio della propria Fede. 
Quantomeno, così come essa è stata impostata seguendo i classici canoni che per secoli ne hanno costituito sicuro riferimento, specie se le si accostano i testi canonici di Vangelo e Bibbia, come pure le norme emanate per i Fedeli Cristiani dalle autorità più ed elevate ed eminenti della loro assemblea di fedeli.
Sono in molti a 'non capire', a 'non capacitarsi', a 'non credere' a ciò che avviene e, soprattutto, a chiedersi sempre più fermamente 'perchè': domanda cui segue il rituale 'cui prodest?'.
L'articolo qui riproposto ed a firma del giornalista Magdi Cristiano Allam, potrà attirare considerazioni persino contrastanti, ma è fuor di dubbio che propone riserve e quesiti di tutto rilievo, sostenuti da fatti.  
Non si tratta quindi di interpretazioni di parte, fors'anche intrise da una qualche possibile vis personale o altro: si tratta di fatti.
Abbiamo troppo rispetto per i nostri Lettori per aggiungere o sottrarre alcunché al testo, ovvero per fare un qualche commento.
Lasciamo alla loro intelligenza, alla loro analisi, valutare e trarre le proprie libere, autonome, impressioni.
Roma, 4 Aprile 2018
G. Bellantonio
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Magdi Cristiano Allam

Papa Francesco ha nuovamente baciato i piedi di due carcerati musulmani. Mi auguro che capisca che per loro significa sottomettersi all’islam. In quest’epoca di decadenza, il Papa dovrebbe prodigarsi per salvare la civiltà cristiana su cui si è fondata l’Europa

Buongiorno amici. Scusatemi ma io non ce la faccio proprio ad accettare l’immagine del Papa che lava e bacia i piedi dei carcerati musulmani. C’è qualcuno tra i suoi collaboratori in grado di spiegargli che un Papa che bacia i piedi dei musulmani per loro significa che si sottomette all’islam? Ma soprattutto il Papa dovrebbe sapere che la sua missione è di convertire anche i musulmani alla fede cristiana, non di legittimare l’islam a prescindere da ciò che Allah prescrive nel Corano, da ciò che ha detto e ha fatto Maometto, da ciò che da 1400 anni i musulmani perpetrano per sottomettere anche l’Europa all’islam.
Ancora una volta ieri, nel rito della lavanda dei piedi del Giovedì Santo, Papa Francesco per la sesta volta dall’inizio del suo pontificato, ha lavato i piedi a dodici detenuti, questa volta del carcere romano di Regina Coeli, e tra loro c’erano due musulmani.
Io non sono un teologo cattolico ma da cristiano per scelta, dopo essere stato musulmano per 56 anni, mi permetto di far rilevare a Papa Francesco cinque realtà. Le realtà si sostanziano di fatti. E i fatti sono fatti.
Innanzitutto Allah nel Corano e Maometto nei suoi detti e nei suoi fatti condannano di miscredenza l’ebraismo e il cristianesimo, legittimano l’uccisione degli ebrei e dei cristiani, ordinano ai musulmani di combattere fino a quando l’islam non sottometterà l’intera umanità. Pertanto il Papa che va a baciare i piedi di un musulmano, dal loro punto di vista, è la conferma della sottomissione del cristianesimo all’islam. Nessun musulmano bacerebbe mai i piedi, ma neppure le mani, di un ebreo o di un cristiano perché sarebbe un tradimento dell’islam.
«O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti...» (5, 51)
«Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia, figlio di Maria!”. Mentre il Messia disse: “O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra!..» (5, 72)
«Combatteteli finché non ci sia più politeismo e la religione sia tutta per Allah...» (8, 39)
In secondo luogo, sempre al riguardo del comportamento nei confronti dei nemici del cristianesimo, il Papa farebbe bene ad approfondire la realtà del comportamento di San Francesco d’Assisi, da cui ha preso il nome papale, che nel 1219 a Damietta incontrò il Sultano d’Egitto Malik al Kamil e gli chiese di convertirsi al cristianesimo. San Francesco era al seguito della Quinta Crociata indetta da Papa Onorio III per recuperare Gerusalemme caduta nelle mani degli islamici.
In terzo luogo, Gesù lavò i piedi ai suoi dodici apostoli, non ai suoi nemici. E lo fece per far loro comprendere che il migliore degli apostoli sarà il più umile.
« Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto Io, facciate anche voi. » (Giovanni 13,12-15)
In quarto luogo, Gesù non esitò a impiegare la forza per cacciare i mercanti dal Tempio, concepiti come nemici della vera fede in Dio. Così come si sottomise alla condanna a morte tramite crocifissione ordinata dal Governatore romano Ponzio Pilato. L’insistenza con cui Papa Francesco immagina un’umanità affrancata dalla violenza, concepisce la pena detentiva come puramente rieducativa e non sanzionatoria di un reato perpetrato, sottintende l’immagine dell’uomo come naturalmente buono e prefigura un modello di società tollerante e comprensiva anche nei confronti dei crimini più efferati. Eppure lo stesso Stato del Vaticano adottò la pena di morte fino al 2001.
In quinto luogo Papa Francesco dovrebbe sapere che l’islam è sempre stato il nemico storico dell’Europa da 1400 anni. Possibile che non sappia che persino le Mura che cingono lo Stato del Vaticano, che si chiamano Mura Leonine perché furono edificate dal Papa Leone IV nell’847, furono edificate un anno dopo la seconda invasione islamica di Roma e il secondo saccheggio della Basilica di San Pietro (la prima volta fu nell’830), perpetrando delle atrocità tra la popolazione romana?
Concludo auspicando che ci sia qualcuno in seno ai vertici della Chiesa, che abbia l’onestà intellettuale e una fede cristiana integerrima, in grado di far capire a Papa Francesco di smetterla di lavare e baciare i piedi ai musulmani e, piuttosto, di prodigarsi per la loro conversione alla fede in Gesù Cristo. In ogni caso, in questa fase storica cruciale, in cui l’Europa decadente rischia di scomparire e di essere sottomessa all’Islam, un Papa dovrebbe ergersi a difensore della civiltà cristiana su cui si è fondata l’Europa. Forse servirà un miracolo. Ma se si crede nella Resurrezione di Gesù, si deve credere anche nei miracoli.